31.5.2016

COWM2016 - Venezia, 7/10 Giugno 2016

A VENEZIA ESPERTI DA TUTTO IL MONDO A CONFRONTO

A COWM2016 protagonisti gli Osservatori dei Cittadini contro il rischio idraulico.

In Italia la città pilota è Vicenza, con un test che coinvolgerà oltre 130 volontari, armati di App per ridurre i danni da esondazione. 

 

 

Cittadini informati e preparati, dotati di strumentazioni hi-tech saranno in grado di affrontare meglio i crescenti rischi derivanti da fenomeni metereologici estremi e di fornire utili informazioni, necessarie alle autorità per assumere le decisioni più corrette. E’ la teoria della Citizen Science applicata al rischio idrogeologico: aumentare la “resilienza”, cioè la capacità di reazione e adattamento delle popolazioni per salvare vite umane e ridurre i danni economici. Questo il filo conduttore della Conferenza Internazionale che per tre giorni vedrà Venezia capitale mondiale della gestione del rischio idraulico. Oltre 75 interventi scientifici da parte dei massimi esperti in arrivo da tutto il Mondo dal 7 al 9 giugno 2016, quando si svolgerà Citizen Observatories for Water Management (Palazzo Labia, Campo San Geremia, Cannaregio), organizzata dall’Autorità di Bacino dei Fiumi dell’Alto Adriatico, sotto l’alto patrocinio della Commissione Europea, del Ministero per l’Ambiente e della Protezione Civile Nazionale. La conferenza COWM2016 esaminerà il ruolo e le opportunità di partecipazione attiva dei cittadini nel monitoraggio e nelle politiche ambientali, in risposta alle sfide della direttiva quadro sulla acque (2000/60/CE) e della direttiva alluvioni (2007/60/CE). Un coinvolgimento che passa attraverso l’uso delle più moderne tecnologie. Attraverso App installate sui propri telefoni una rete di cittadini attivi trasmetterà dati in tempo reale per il monitoraggio delle reti idrauliche e riceverà istruzioni di protezione civile.

“I Citizen Observatories sono stati inseriti quali misure di piano per la mitigazione del rischio idraulico nella salvaguardia delle risorse idriche – afferma Francesco Baruffi, direttore dell’Autorità di Bacino Alto Adriatico – La nostra Autorità è stata la prima in Italia a recepire questa indicazione e a prevederli. Il coinvolgimento di cittadini attivi, attraverso le nuove tecnologie, consentirà di contenere i danni per eventi alluvionali che saranno sempre più numerosi. Preparare le popolazioni ad affrontarli rappresenta oggi uno dei nostri obiettivi strategici”. “La prima sperimentazione è avvenuta a Vicenza – spiega Michele Ferri, dell’Autorità di Bacino Alto Adriatico – coinvolgendo oltre 130 volontari e 50 tecnici di Protezione Civile e sarà messa alla prova attraverso una esercitazione che si svolgerà venerdì 10 giugno. Opportunamente formati, i nostri cittadini attivi, armati di dispositivi mobile, potranno contribuire a monitorare in tempo reale il livello dei fiumi nel bacino del Bacchiglione attraverso anche l’uso di QR Code e una App sviluppata nell’ambito di un progetto europeo (WeSenseIt)”. Un feedback costante tra la rete civica e la centrale operativa di Protezione Civile ha l’obiettivo di adottare e comunicare immediatamente le decisioni delle autorità in caso di eventi catastrofici. La prima esperienza italiana sarà messa a confronto con quelle di altri Paesi: dai Paesi Bassi alla California, dalla Scandinavia all’Australia.

 

PERICOLO ALLUVIONI, ITALIA PIU’ ESPOSTA - La popolazione europea è sempre più esposta alle conseguenze di eventi metereologici estremi. Tra il 1980 e il 2010 si sono verificate 3.563 alluvioni in 37 Paesi europei, 321 solo nel 2010. A causa dei cambiamenti climatici si stimano in Europa 200mila decessi entro il 2100 e 10 miliardi di euro di danni, ogni anno, a causa delle alluvioni dei fiumi. Eventi metereologici estremi saranno causa di perdite di vite umane e comporteranno battute di arresto alle attività economiche. Numeri destinati a salire: il Rapporto “Rischio alluvioni e vulnerabilità ambientali” dell’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA, 2016) stima che i danni economici da alluvione aumenteranno di 5 volte entro il 2050, e addirittura di 17 volte entro il 2080. L’Italia, tra 9 grandi Paesi presi in esame, risulta la più esposta al rischio: con 24.681 chilometri quadrati a rischio alluvione (con una frequenza di 100 anni). Le aree italiane a rischio risultano anche tra le più popolose e urbanizzate: il recente Rapporto Legambiente stima in oltre 1.000 (il 77%) i Comuni con abitazioni in aree alluvionabili, 7.145 (l'88,3%) i comuni a rischio frane e/o alluvioni per un totale di 7 milioni di italiani che convivono col rischio. Le regioni con il 100% dei Comuni a rischio idrogeologico sono sette: Valle d'Aosta, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Molise e Basilicata (dati ISPRA 2016). In Veneto, l’alluvione del 2010 ha coinvolto 131 Comuni e oltre mezzo milione di abitanti, 2 morti, 6.670 sfollati, 230mila animali morti, 55 strade principale e una autostrada chiusa, 51 frane, 140 km quadrati allagati.

 

IL PROGRAMMA DI COWM2016 – I lavori apriranno martedì 7 giugno con il saluto delle Autorità, e l’intervento del Direttore Generale del Dipartimento Ricerca e Innovazione della Commissione Europea, Andrea Tilche. Tra gli eventi di grande interesse, la presentazione in anteprima, sempre il 7 giugno, delle linee guida essenziali per le 7.153 opere previste dal Piano nazionale di prevenzione e contrasto al dissesto idrogeologico. Uno strumento normativo atteso da trent’anni, realizzato nell’ambito della misura strategica del Governo #Italiasicura. L’8 giugno è prevista la presenza di tutti i Consorzi di Bonifica Italiani per l’evento organizzato da ANBI e dedicato all’utilizzo di innovativi sistemi di monitoraggio dei corpi arginali. Il 9 giugno i sindaci dei Comuni a rischio alluvione nel Nordest parteciperanno al convegno: 50 anni dall’alluvione del 1966, cui sarà collegata una mostra fotografica con documenti d’epoca. Infine, il 10 giugno il convegno si sposterà a Vicenza per assistere all’esercitazione pratica che simulerà un evento alluvionale e il coinvolgimento dei cittadini.

 

Per scaricare il programma COWM2016: http://www.conwater2016.eu 

 

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